Il Poema Tarocco, Parte II: “Il discorso dell’Eremita”

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Discorso dell’Eremita

Ma il Bagatto, rimasto dopo un pranzo di pane secco e fichi nel bosco a dormire,

eccolo svegliarsi, senza troppi sbattimenti da due sogni messi insieme diversi,

e uno era dolce come la pulzella dalle lunghe trecce, l’altro assurdo, e strano,

come camminar per lunga spiaggia tenendosi propia anima seco per la mano.

E apparve un personaggio, anziano vecchio, con bastone, una lampada, spenta,

e cominciò così a discutere tra sè, incurante dello svegliarsi del sognante Mago,

andando avanti con discorso ozioso e complicato e con andatura molto lenta.

“Degli Arcani Minori che son 56, prendi i Re, le Regine, e i Cavalieri,

ed associ ad ogni segno per tradizione e convenzione un mese,

a cui corrisponde un segno zodiacale, con relativo elemento,

aria, fuoco, terra e acqua, è naturale, semiotica dei tarocchi, a cui

corrispondono gli Assi della Spada, del Fuoco, dei Denari, e delle Coppe,

ma non andare a dirlo in Parlamento, che se vado lì a ragionare,

tra deputati e senatori, poi per caso se poi Parlo in fondo sempre Mento.

E comunque il gioco è questo, zodiacale segnar mese per astro:

che nel mese dell’inizio che è quello dell’Ariete ci sta Regina di Bastoni, maestra

di chimere e misteri naturali. Poi c’è il mese successivo, quello del Toro e ci sta

Re di Denari, il più ricco, gran padrone, non

per forza avaro, anfitrione.

Dopo il Toro vien Gemelli, a cui corrisponde Re di Spade, che la spada usa 

per distinguer e ragionare, senza farsi mai castelli. Dopo viene Regina di Coppe, 

che è del Cancro, mese del mare e dell’amor sentimentale, amor reale,

e dopo il mese dell’amore vien Leone, a cui corrisponde Re di Bastoni, 

per il quale l’orgoglio e pancia piena son prerogative senza uguali.

E dopo tanto caldo estivo si prosegue ormai verso settembre, 

dove sta la Vergine, Cavaliere di Denari, nel periodo lungo

di vendemmia, per far vino senza bestemmia, senza aver pensieri troppo

avari. Dopo Vergine sta  Bilancia, Regina di Spade, alla quale 

a dover sceglier viene il mal di pancia, oscillando da una parte e dall’altra,

in cerca di Giustizia, ma anche scaltra. Dopo lei c’è lo Scorpione,

che è Re di Coppe, velenoso pungiglione ma anche abile comunicatore.

Dopo lui c’è Cavalier di Bastoni che è il centauro Sagittario, che alza il legno

del fuoco, passionale, a volte incendiario. Dopo lui c’è Capricorno, Regina 

di Denari, concreta e affidabile, legata alla Terra, invernale. 

Ed ecco fatto il giro si arriva poi a Febbraio, a cui sta Cavaliere dell’Acquario, 

che è Cavalier di Spada, un pò arrogante, indisponente, su cavallo bianco, cui

per caso tu vuoi far corrisponder il decimo avatar di Visnu, io ti dico che è un pò 

esagerato, nel caso in cui tu volessi far finir Kali Yuga al giro della fine 

dell’era dei Pesci, come infine Cavalier di Coppe, del divin del vino bere,

cioè retrocessione equinoziale, al contrario del ciclo del Sole, dinamica astrale,

stagioni dell’anno, che per entar in Satya Yuga combineresti sicuramente

qualche danno. Ed ecco qua il senso zodiacale dei Trionfi, gli Arcani Minori,

senza Paggi, che son servitori di Re, Regine e Cavalieri, e stan loro nei paraggi.”

E il Mago concetrato nel pensiero cercava di capir se il vecchio diceva proprio il vero.

il vecchio intanto andò avanti con suo discorso, mentre il Sole stava alto in cielo terso.

“Che senso avrebbe dire allora Toro età dell’antichissimo Mito, Ariete degli uomini 

ed Eroi del Bronzo e dell’Epica, Pesci, età del figlio dell’Uomo, vero Messia,

il cui segno paleolitico è il Pesce, IXTUS,

acronimo per il nome del Redentore

IESUS XRISTOS TEOUS UIOS SOTER, Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore.

E dicono si stia passando all’Acquario, età del vaso, che sia quello di Pandora? 

ll cui custode è il Titano Epimeteo, che sia giunta oramai a noi anche quell’ora? 

Segno d’aria, complicato, in sè contiene forse fortuna di purezza ma anche il peccato,

e se non ci metti dentro i Pesci, è quasi sacrilegio, contro la storia e le nostre origini,

che a var veramente il Gran Reset ci vorrebbero troppe cimici, che poi puzza l’aria fritta,

e il Diluvio è spirituale, tanto rischiamo sul pianeta male, tra guerre, cambiamenti climatici

e intelligenza artificiale. Che a pensarci ci

piglia, non dico tutti, un pò sempre a

male. Un consiglio vorrei dare, non prender costellazioni e tarocchi tutto insieme,

ma a prendere le cose non alla lettera tu un poco veramente ti devi da solo allenare.”

“Ah! Questo lo so bene”, rispose allora il Mago, “e io vorrei capire, non so se mi spiego.”

“Armarsi di trita-prezzemolo rinascimentale, che è pieno come il prezzemolo di segni 

e corrispondenza astrale, che a foglie piccole devi tagliar, per non mangiar la foglia, 

che di ingozzarmi non ne ho voglia, per farci anche solo aglio olio e peperoncino, 

mica chissà quale gourmet, parco pasto, mica complicato,  leggero pranzettino, 

con semplice e onesto bicchiere di rosso vino, solo uno, mica tre. Olè.”

Era l’Eremita, a passo felpato, con lungo pensiero in cui ormai si era inoltrato.

E il Mago che disse di codesto incontro, con quel vecchio non voleva scontro.

Un poco attratto un poco invece distratto con L’Eremita c’era poco però contatto.

E alla fine il Mago se ne andò per la sua strada, con in tasca il suo prezioso mazzo,

che si era reso conto che a capir tutte cose di segni e alchimie si cade in imbarazzo.

L’Eremita invece, in segreto furibondo, tra sè e sè disse: “ma guarda come gira il mondo!”