Lessi anni fa che in un suo proclama Lenin affermò che lo stato doveva essere gestito da sguatteri; il livello intellettuale di chi effettivamente governa forse è sempre stato questo: la pochezza mentale degli uomini di potere in ogni epoca è assolutamente disarmante, come lo è il loro bisogno (e la loro ricerca) incessante di donne e soldi; ignorano la macchina burocratica e carceraria che dovrebbero gestire, pensando a dove infilare il cazzo e a dove non farlo per evitare scandali ereditari e politici che potrebbero indebolirli, in altre parole a sporcare la fregna dentro o fuori.
Fatico a pensare a un uomo davvero grande che abbia guidato o fatto parte di uno specifico campo, in qualunque epoca: gli intellettuali e gli artisti, di qualunque fazione, sono quasi tutti insopportabili, arroganti e spesso inetti, convinti della loro superiorità e dell’imprescindibilità del loro lavoro; e i politici sono… politici.
Raramente si dimostrano migliori le persone che amministrano le grandi compagnie, stercorianisti che venerano zelanti un vitello dorato, interessati al profitto e al tornaconto piú che a ciò che risulta dalle implicazioni di cosa fanno cercando il guadagno – come fece Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, ucciso da una figura ignota la mattina del 4 dicembre 2024. Non mi risulta che ad oggi Luigi Mangione abbia mai dichiarato esplicitamente perché sparò a Thomson; sappiamo che sotto Thomson aveva l’azienda aveva iniziato a negare piú spesso le richieste di copertura assicurativa e che Mangione aveva avuto problemi di salute nella primavera dello stesso 2024.
Il processo per omicidio prosegue: la politica punisce il sangue caldo della cronaca con il sangue algido delle costituzioni e delle leggi che ne derivano; sangue che torna a diventare caldo dopo un disgelo se il potere si connota, come si è sempre connotato, e marca il territorio, come lo ha sempre marcato, alzando le proprie insegne – e le proprie forche.
Furono vittime di forche (piuttosto di [gogne]) Ravaillac e Damiens, gli ultimi due squartati per regicidio (uno riuscito, l’altro solo tentato) nell’Ancien Régime francese;
Guy Fawkes?
Consiglio dei Dieci per la condanna di Falier
Il mondo bolla le persone in base a ciò che possiedono e non a ciò che sono; lo pensavano già i Greci: «Χρήματ’ἄνηρ» diceva Alceo citando Aristodemo; e lo sosteneva il becero Trimalcione: «Assem habeas, assem ualeas; habes, habeberis», riecheggiando secoli dopo nelle parole di Marx.
Tendiamo a pensare che la vita dell’uomo incorrotto dalla società sia idilliaca, ma non ci rendiamo conto che, come disse un giorno un mio amico parigino, se esistesse uno stato di natura non dovremmo cercarlo: l’uomo è una creatura aggressiva, incline al confronto e allo scontro fisico con i propri simili, molto piú apertamente di altre forme di vita; e la guerra, per usare le parole di Cardini, è soltanto un’“antica festa crudele” che si consuma da millenni: dalle armi acheuleane al bronzo al ferro allo zolfo al plutonio all’uranio, si percepisce una linea evolutiva che accompagna la danza intorno al sole del sangue sparso in terra sotto i piedi leggeri del giudice Holden mentre balla suonando il violino sul palco. La linea sottile della lama dell’ossidiana separava gli uomini antichi e separerà domani i loro discendenti, la stessa lama che demarca il confine tra il simile a sé stessi e il dissimile, quello da eliminare e da distruggere.
«Cosa direbbe a Eleonora Moro?» Moretti, dopo un attimo di riflessione, rispose: «A Eleonora Moro direi che suo marito era presidente della Democrazia Cristiana»
Agostino faceva derivare “nequitia” da “ne quidquam”; in Boezio echeggiò l’idea quando circa un secolo dopo disse che Teodorico, che lo aveva condannato a morte, non esisteva in quanto malvagio: la spia di un male come astratta negazione del bene e non come essenza in sé è molto radicata nella cultura occidentale.
Una frase singolare, date che nessun politico ha mai risposte per i problemi del mondo – certamente non chiare e precise; ricordo anzi che Terzani se ne burlò scrivendo a Fallaci: «Io non pretendo affatto d’aver risposte chiare e precise ai problemi del mondo (per questo non faccio il politico)».
Bisogna attraversare la vita come i Romani attraversavano la suburra, alzando la toga per non inzaccherarla.
Figaro, irritato con il conte che vorrebbe sottrargli la moglie, «Non sarà, non sarà: Figaro il dice!»