{"id":166,"date":"2026-06-19T12:18:05","date_gmt":"2026-06-19T12:18:05","guid":{"rendered":"https:\/\/pneumarivista.it\/?p=166"},"modified":"2026-06-19T12:18:05","modified_gmt":"2026-06-19T12:18:05","slug":"prime-tesi-sul-cospirazionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pneumarivista.it\/?p=166","title":{"rendered":"Prime tesi sul cospirazionismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIl mondo \u00e8 governato da una setta di ebrei pedo-satanisti\u201d: fino a pochi mesi fa un\u2019affermazione simile sarebbe stata accolta dai pi\u00f9 come il delirio di un folle, la dietrologia paranoica di uno sprovveduto che, non avendo gli strumenti per analizzare in modo critico la realt\u00e0, si affida a narrazioni in grado di restituirne un\u2019immagine semplicistica e rassicurante. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, a seguito delle rivelazioni legate al caso Jeffrey Epstein, anche le teorie pi\u00f9 inverosimili sembrano essere entrate a pieno titolo nel campo del dicibile: se persino una rivista come Jacobin, espressione di una <em>gauche caviar <\/em>da sempre molto lontana da posizioni complottiste, arriva a pubblicare <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/perche-la-sinistra-minimizza-il-caso-epstein\/\">un articolo<\/a> in cui ammonisce -seppur blandamente- la sinistra sui rischi del non dare il giusto peso alla vicenda, il cambio di paradigma in questo senso risulta abbastanza evidente. E se prima il \u201ccomplottista\u201d era ritratto come una figura da ridicolizzare e isolare socialmente, \u00e8 oggi protagonista di un\u2019inattesa rivalutazione. A dire il vero, quello di diffidenza nei confronti delle narrazioni ufficiali del potere \u00e8 sempre stato un atteggiamento pienamente inscritto nella grammatica dei rapporti sociali: la sua stigmatizzazione \u00e8 un fenomeno relativamente recente. Essa nasce infatti nei primi anni Sessanta, negli Stati Uniti, in seguito all\u2019omicidio di John F. Kennedy: \u00e8 in questo contesto che inizia a diffondersi il termine \u201ccomplottista\u201d <em>(\u201cconspiracy theorist\u201d)<\/em>, diffusione che non avviene in modo organico, ma eterodiretto: \u00e8 la CIA, all\u2019interno del suo famoso <em>Dispatch 1035-960, <\/em>a incentivare l\u2019utilizzo dell\u2019etichetta <em>\u201cconspiracy theorist\u201d <\/em>in senso dispregiativo, con l\u2019obiettivo di screditare chiunque mettesse in dubbio la ricostruzione degli eventi fornita dalla commissione Warren (incaricata delle indagini) e ripresa poi dai media <em>mainstream<\/em>. L\u2019elemento pi\u00f9 interessante che emerge dal <em>Dispatch 1035-960 <\/em>non \u00e8 che il 46% dei cittadini statunitensi del tempo era convinto che la commissione Warren mentisse, n\u00e9 l\u2019evidente conflitto d\u2019interessi della CIA, che aveva tutto l\u2019interesse a screditare chi avanzava sospetti, essendone essa stessa l\u2019oggetto principale. L\u2019aspetto pi\u00f9 significativo \u00e8 un altro: l\u2019invito a incentivare una connotazione negativa al termine <em>\u201cconspiracy theorist\u201d <\/em>implica che tale connotazione, originariamente, non esistesse. Quella che si \u00e8 data a partire dal <em>Dispatch <\/em>\u00e8 perci\u00f2 una <em>psyop<\/em> nel senso pi\u00f9 stretto del termine, il cui effetto pi\u00f9 immediato \u00e8 stato quello di indebolire la capacit\u00e0 delle masse di mettere in discussione la narrazione dominante. Quest\u2019ultima risulta cos\u00ec l\u2019unica accettabile: tutte le altre vengono squalificate non in virt\u00f9 del proprio contenuto, ma per il semplice fatto di essere tacciate di complottismo. Questa dinamica, dopo l\u2019omicidio Kennedy, avrebbe caratterizzato il dibattito pubblico intorno a ogni avvenimento rilevante della storia recente, americana e non, dall\u2019allunaggio dell\u2019<em>Apollo 11<\/em> agli attentati dell\u201911 settembre. Sia chiaro, non si vuole qui perorare la causa dei quattro scoppiati convinti che i leader del mondo siano dei rettiliani o che Adolf Hitler sia ancora vivo, fuggito in Antartide a bordo di un U-Boot e in attesa di un trionfale ritorno del Reich; quello che si vuole evidenziare \u00e8 un problema pi\u00f9 ampio, e cio\u00e8 che riducendo ogni teoria non dimostrabile a una risibile elucubrazione priva di qualsiasi fondamento viene meno la possibilit\u00e0 di ribellarsi al discorso dominante senza passare per folli. In questa dinamica paradossalmente \u00e8 stata spesso la sinistra -che a delegittimare il potere dovrebbe essere interessata pi\u00f9 che a ogni altra cosa- a esprimere le posizioni pi\u00f9 violente nei confronti dei presunti \u201ccomplottisti\u201d: di esempi ce ne sono parecchi, dall\u2019idiosincrasia verso le <em>fake news <\/em>ai dileggi di varia natura nei confronti di chi veniva definito all\u2019occorrenza <em>webete, <\/em>analfabeta funzionale, e cos\u00ec via. Soprattutto negli ultimi anni, dietro molte sue battaglie la sinistra sembrava celare un obiettivo implicito, e cio\u00e8\u00a0 quello di esercitare un controllo sul linguaggio, determinare cosa fosse lecito dire e cosa no, quali fossero le opinioni accettabili e quali invece quelle da escludere dal dibattito pubblico; oggi sta raccogliendo i frutti marci di questo posizionamento, particolarmente evidenti nel caso degli <em>Epstein files<\/em>: un vero e proprio <em>slop <\/em>di nomi cancellati, e-mail criptiche e messaggi dai riferimenti tanto generici da rendere sostanzialmente indistinguibile il vero dal falso, i fatti dalle supposizioni. Come una sorta di contrappasso per chi aveva cercato di censurare opinioni, parole e pensieri, viviamo ora in un mondo in cui della verit\u00e0 non importa pi\u00f9 a nessuno: \u00e8 l\u2019era della <em>post-verit\u00e0<\/em>,in cui gli unici a perdere sono quelli che si erano erti a difensori dell\u2019autorevolezza della carta bollata.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che la difesa di questa autorevolezza fosse paragonabile a una lotta contro i mulini a vento appariva evidente da diverso tempo: dal Covid alle ripetute vittorie di Trump, negli ultimi anni si erano infatti moltiplicati i segnali di una crisi profonda della fiducia nelle fonti considerate \u201caffidabili\u201d, e di una crescente distanza tra una parte significativa della popolazione e il discorso dominante; specialmente durante il Covid, si \u00e8 assistito a una impressionante proliferazione di teorie del complotto, dalle antenne 5G responsabili della diffusione del virus alla presunta correlazione tra vaccini e autismo. Di fronte a questo fenomeno la sinistra -anche quella pi\u00f9 radicale- ha preferito adottare un atteggiamento di scherno e di esclusione nei confronti di chi sosteneva tali teorie, anzich\u00e9 cercare di intercettare il legittimo malcontento che si celava dietro di esse. Questo atteggiamento si sarebbe poi esteso anche a chi contestava le misure politiche e i dispositivi messi in campo per gestire la pandemia, dal <em>lockdown<\/em> al <em>Green Pass<\/em>. In nome della difesa della propria <em>auctoritas <\/em>accademica, giornalistica o istituzionale, ogni sfumatura veniva cancellata, e non venivano fatte distinzioni: indipendentemente dal fatto che credesse o meno nella medicina, chiunque esprimesse dissenso era etichettato come complottista, <em>no vax, <\/em>e in quanto tale trasformato in una macchietta da esporre al pubblico ludibrio. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 che una fetta significativa della popolazione si \u00e8 vista trattare di punto in bianco come cittadini di serie B,<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/play\/libri\/2017\/10\/26\/fenomenologia-somaro-libro-roberto-burioni\/\">somari raglianti<\/a> da blastare senza piet\u00e0, subumani <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CTVDe8qixDO\/\">a cui rubare il posto al bar<\/a> suscitava l\u2019ilarit\u00e0 collettiva. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pneumarivista.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tommasi-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-191\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eviter\u00f2 di soffermarmi sul classismo insito in una postura simile, perch\u00e9 mi interessa di pi\u00f9 sottolinearne le conseguenze: l\u2019unica figura politica di spicco nel panorama italiano a non avere remore a schierarsi al fianco dei <em>\u201cno vax\u201d, <\/em>Giorgia Meloni, sar\u00e0 la vincitrice indiscussa delle elezioni del 2022, passando in meno di quattro anni dal 4% al 26%. In mezzo, una pandemia che ha premiato il suo coraggio nel farsi portavoce di chi, secondo tutti gli altri, non aveva diritto nemmeno alle proprie opinioni. Opinioni che, se all\u2019epoca erano inammissibili, sono oggi accettate dalla sinistra stessa, tanto che una figura come Alessandro Barbero -non esattamente vicino alla destra- pu\u00f2 affermare tranquillamente, senza timore di ripercussioni, che quella vissuta durante la pandemia \u00e8 stata\u00a0 <em>\u201cuna grande prova generale della capacit\u00e0 dei governi di imporre ai loro popoli delle restrizioni inaudite in precedenza\u201d.<\/em> In questa dinamica, un valore ancora pi\u00f9 significativo lo assumono i successi elettorali di Donald Trump, perch\u00e9 ottenuti anche grazie al sostegno dei complottisti, quelli <em>veri<\/em>. Parte del clima di insofferenza nei confronti di Hillary Clinton \u00e8 imputabile infatti al diffondersi del cosiddetto <em>Pizzagate, <\/em>teoria del complotto che voleva i coniugi Clinton, insieme a buona parte dell\u2019<em>establishment<\/em> democratico, coinvolti in una rete criminale responsabile di traffico di esseri umani, abusi sessuali su minori e persino sacrifici umani a scopo satanico: questa <em>\u00e9lite <\/em>di psicopatici avrebbe occultato le proprie attivit\u00e0 dietro una rete di pizzerie newyorkesi, da cui il nome della teoria. Mentre i media progressisti si affannavano a liquidare la teoria come una bufala costruita ad arte, Trump non si faceva scrupoli a rilanciare la presunta \u201cbufala\u201d: e questo nel 2016 gioc\u00f2 un ruolo fondamentale nell\u2019erodere il consenso di Hillary Clinton, suo principale avversario politico in quel momento. Ancora pi\u00f9 significativo, sotto questo aspetto, \u00e8 quanto avvenne il 6 gennaio 2021 con l\u2019assalto al Campidoglio. Buona parte dei partecipanti proveniva infatti dagli ambienti che avevano abbracciato le teorie del <em>Pizzagate<\/em> e le sue successive evoluzioni, confluite nell\u2019universo cospirazionista legato a QAnon: tutte persone fermamente convinte del fatto che Trump rappresentasse l\u2019ultimo baluardo contro le <em>\u00e9lites<\/em> pedo-sataniste, e che le elezioni del 2020 fossero state manipolate per impedirne la rielezione. Ancora una volta, di fronte a un evento serio e drammatico come un tentativo di colpo di stato, le analisi che la sinistra dedic\u00f2 alla vicenda sono di una puerilit\u00e0 sconcertante: in sostanza, gli aspiranti golpisti non sarebbero stati altro che dei <a href=\"https:\/\/x.com\/giorgio_gori\/status\/1347079240722878464?s=20\">poveri mentecatti<\/a>, facilmente manipolabili da un pifferaio magico abile come il <em>tycoon <\/em>newyorkese; e quelle del <em>Pizzagate,<\/em> soltanto le fantasiose elucubrazioni di qualche paranoico che passava troppo tempo su 4chan e troppo poco nel mondo reale. Paranoie che Trump avrebbe poi sfruttato opportunisticamente per consolidare il proprio consenso e conquistare la Casa Bianca.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, a pochi anni di distanza, il quadro appare molto diverso da quello che veniva presentato allora: oggi Bill Clinton \u00e8 effettivamente alla sbarra degli imputati, e sono emersi fatti e testimonianze che, pur non costituendo una conferma del <em>Pizzagate <\/em>nella sua totalit\u00e0, non si discostano pi\u00f9 di tanto. Certo, forse le <em>\u00e9lites <\/em>mondiali non sacrificavano davvero bambini a Belzeb\u00f9 (per\u00f2 chiss\u00e0, a questo punto\u2026), ma si \u00e8 effettivamente scoperta l\u2019esistenza di reti di abusi sessuali che coinvolgevano persone estremamente influenti e protette. E che queste reti fossero legate a doppio filo con il sionismo, a partire da Epstein stesso, che i <em>files <\/em>suggeriscono essere un ex agente del Mossad. Era vero anche che le persone coinvolte usassero le proprie cospicue risorse economiche e di potere per insabbiare i propri comportamenti criminali. Certo, non attraverso una fantomatica rete di pizzerie; ma alla luce della gravit\u00e0 di quanto emerso, questo dettaglio appare secondario. Allo stesso modo, conta poco o nulla che tra i nomi associati alla vicenda compaia anche quello di Trump, forse legato pi\u00f9 di chiunque altro alla figura di Epstein: ci\u00f2 che conta infatti \u00e8 che \u00e8 stato proprio lui a capitalizzare politicamente sulla sfiducia verso le <em>\u00e9lite<\/em>s, essendo stato l\u2019unico a dare sponda ad accuse che gran parte del dibattito pubblico considerava irricevibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 quindi la lezione politica che si pu\u00f2 trarre dagli <em>Epstein files? <\/em>Forse che ogni teoria, per quanto improbabile, sia degna di credito, e che qualsiasi narrazione debba essere presa sul serio perch\u00e9 potrebbe contenere un fondo di verit\u00e0? Certamente no. Il monito insito nella vicenda riguarda piuttosto il rischio in cui incorre la politica quando pretende di ergersi ad arbitro della verit\u00e0, stabilendo quali affermazioni siano legittime e quali no: ecco, questo ruolo non appartiene alla politica, ma alla ricerca storica. Sono gli storici che, a bocce ferme, hanno il compito di ricostruire e interpretare gli eventi; ai politici spetta quello di determinarne il corso. E chi ambisce a \u201cdeterminare il corso degli eventi\u201d non pu\u00f2 limitarsi a muoversi esclusivamente dentro il perimetro di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato dimostrato con certezza: deve essere anche disposto a sporcarsi le mani, assumendosi il rischio di seguire intuizioni non provate dai fatti, e forse sbagliate. Perch\u00e9 anche una convinzione che la storia finir\u00e0 per giudicare priva di fondamento pu\u00f2 comunque generare processi politici di enorme portata. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pneumarivista.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/2_La-propagazione-della-grande-paura-1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-198\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio particolarmente efficace lo fornisce un episodio avvenuto durante la Rivoluzione francese: la <em>Grande paura<\/em> del 1789. Nel concludere quest\u2019articolo vorrei citare brevemente la vicenda, perch\u00e9 contiene insegnamenti ancora oggi -forse, specialmente oggi- preziosissimi. Con l\u2019espressione <em>\u201cGrande paura\u201d <\/em>si intende l\u2019ondata di panico collettivo che travolse la Francia tra il 20 luglio e il 6 agosto 1789, nelle settimane immediatamente successive alla presa della Bastiglia. In seguito agli eventi parigini, infatti, nelle campagne francesi si diffuse la voce che orde di briganti e mercenari stranieri, assoldati dagli aristocratici, fossero sul punto di prendere d\u2019assalto le campagne, devastare i raccolti e reprimere le rivolte contadine. Il terrore si propag\u00f2 rapidamente, tramite un passaparola che andava di villaggio in villaggio, e spinse migliaia di contadini ad armarsi e mobilitarsi: in tutta la Francia grandi folle attaccarono i castelli signorili, molti dei quali furono dati alle fiamme. Ma, a conti fatti, quanto erano fondati i timori dei contadini francesi? Quanto c\u2019era di vero nelle voci di un\u2019imminente invasione da parte di truppe straniere? Poco o nulla. Lo storico Georges Lefebvre, che dedic\u00f2 alla <em>Grande paura <\/em>uno dei suoi testi pi\u00f9 importanti, defin\u00ec la vicenda <em>\u201cuna gigantesca falsa notizia\u201d. <\/em>Una bufala, insomma. Eppure fu una bufala dalle conseguenze politiche enormi: una su tutte, la fine del feudalesimo. Non si tratta di un\u2019esagerazione: dopo settimane di tentennamenti, fu proprio la violenza che dilagava nelle campagne a spingere l\u2019Assemblea nazionale, nella notte del 4 agosto, a dare finalmente il proprio sostegno alle rivendicazioni dei contadini, stabilendo l\u2019abolizione immediata di ogni diritto feudale e servit\u00f9 personale, ponendo cos\u00ec le basi per la trasformazione del possesso feudale in propriet\u00e0 privata borghese. Tutto ci\u00f2 fu possibile perch\u00e9 i membri pi\u00f9 radicali dell\u2019Assemblea nazionale -i futuri fondatori del club dei Giacobini- seppero leggere l\u2019importanza storica delle rivendicazioni che si celavano dietro quell\u2019isteria collettiva. Ora immaginiamo, per un momento, che i giacobini avessero reagito alla <em>Grande<\/em> <em>paura<\/em> nello stesso modo in cui la sinistra nostrana tende a reagire di fronte a fenomeni di disorientamento collettivo, teorie cospirazioniste o credenze considerate irrazionali. Immaginiamoli mentre liquidano le paure dei contadini come semplici fantasie, e ne deridono la dabbenaggine, crogiolandosi nella propria superiorit\u00e0 intellettuale. Ebbene, ritengo plausibile affermare che, in un simile scenario, il feudalesimo sarebbe rimasto in piedi pi\u00f9 a lungo, e le teste dei giacobini sarebbero rotolate a terra ben prima di quella di Luigi XVI. Se ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, e la Storia ha preso il corso che tutti conosciamo, \u00e8 perch\u00e9 i giacobini intuirono che, dietro quelle paure per certi versi infondate, si agitavano forze sociali capaci di trasformare radicalmente l&#8217;ordine esistente. E quindi invece che indagare sull\u2019attendibilit\u00e0 delle voci che circolavano nelle campagne, seppero cogliere il potenziale rivoluzionario che esse stavano innescando. Animati da un profondo e intimo desiderio di trasformare la societ\u00e0, non esitarono a soffiare sul fuoco di paure e credenze popolari verso cui altri avrebbero tenuto un atteggiamento pi\u00f9 distaccato. \u00c8 quest\u2019ultimo l\u2019atteggiamento tipico della sinistra contemporanea, strutturalmente incapace di assumerne un altro. Perch\u00e9 nonostante si affanni a criticare il capitalismo in ogni sua sfaccettatura, non ne desidera davvero la fine: con esso verrebbero meno anche il prestigio culturale e i privilegi sociali di cui essa beneficia. Perci\u00f2, mentre i giacobini cercavano di dare forma a energie sociali confuse e di intercettare il malcontento e la rabbia di chi metteva in discussione l&#8217;ordine esistente, la sinistra odierna sembra interessata soprattutto al mantenimento del proprio capitale simbolico. Mentre i primi non esitavano a evocare i fantasmi di inesistenti truppe straniere controrivoluzionarie, la seconda non pu\u00f2 permetterselo. Perch\u00e9 evocare fantasmi pu\u00f2 cambiare il corso della storia, ma rischia di compromettere la propria reputazione intellettuale nei salotti giusti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl mondo \u00e8 governato da una setta di ebrei pedo-satanisti\u201d: fino a pochi mesi fa un\u2019affermazione simile sarebbe stata accolta dai pi\u00f9 come il delirio di un folle, la dietrologia paranoica di uno sprovveduto che, non avendo gli strumenti per analizzare in modo critico la realt\u00e0, si affida a narrazioni in grado di restituirne un\u2019immagine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":175,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-analisi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}