{"id":45,"date":"2026-03-25T17:42:54","date_gmt":"2026-03-25T16:42:54","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/?page_id=45"},"modified":"2026-03-25T17:42:54","modified_gmt":"2026-03-25T16:42:54","slug":"chi-siamo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/pneumarivista.it\/?page_id=45","title":{"rendered":"Chi Siamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quindi Bifo fu. Dopotutto da qualche parte bisognava iniziare. E si \u00e8 iniziato da un testo<br>che, scritto nel 2018, parlava di un futuro prossimo che \u00e8 oggi il nostro presente. Un<br>presente segnato dall\u2019esplosione dell\u2019IA, dall\u2019affermarsi di nuove forme di fascismo, da<br>dispositivi di sorveglianza e controllo sempre pi\u00f9 affinati; ma soprattutto, dalla sensazione<br>che nulla si possa fare per cambiare questo stato di cose, per invertire la direzione e<br>riprenderci il futuro: il movimento stesso sembra non avere gli strumenti -teorici e pratici- per<br>portare avanti questo attacco, e forse non \u00e8 nemmeno interessato a darseli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Ecco perch\u00e9 abbiamo ritenuto necessario spezzare il ritmo frenetico della metropoli che<br>scandisce le nostre esistenze e ritagliarci un momento per riannodare i fili, per comprendere<br>meglio il mondo in cui siamo, e dove esso ci sta portando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Si \u00e8 trattato dapprima di leggere, discutere, analizzare. Certi giorni eravamo in tre, altri in<br>nove, ma anche due, quattro, cinque. Non c\u2019era la pretesa di darsi una costanza, n\u00e9 un<br>obiettivo chiaro. A volte leggevamo molto, a volte molto poco, altre ancora proprio nulla. Ma<br>pi\u00f9 andavamo avanti, pi\u00f9 emergeva la volont\u00e0 di fissare alcuni punti, di mettere nero su<br>bianco alcuni discorsi su cui finivamo per ritornare ogni volta. Perch\u00e9 senz\u2019altro il testo di<br>Bifo d\u00e0 spazio a una serie vastissima di interrogativi e riflessioni, ma i temi che pi\u00f9 hanno<br>catturato il nostro interesse sono tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Il primo riguarda il disastroso e inevitabile fallimento della sinistra liberal contemporanea, il<br>cui cadavere viene tutt\u2019oggi testardamente tenuto in piedi, e continua ad ammorbare i<br>movimenti rivoluzionari, o presunti tali, vanificandone ogni sforzo e progetto. \u00c8 questa una<br>sinistra che conosciamo bene: incapace di darsi una qualsivoglia prospettiva universalista, si<br>\u00e8 ripiegata su un identitarismo sterile, e su lotte che esprimono rivendicazioni<br>individualistiche, facilmente riassorbite dal sistema. Rinunciando a una vera azione<br>destituente, ha flirtato sempre di pi\u00f9 con il potere, appellandosi a esso quando voleva far<br>passare le proprie richieste. Richieste che erano intrise di retorica sulla sicurezza, e che<br>esprimevano un atteggiamento di censura nei confronti di pensieri, linguaggio,<br>comportamenti. Soprattutto, \u00e8 una sinistra che non capisce il nemico che ha davanti, perch\u00e9<br>non sa -e forse non vuole- studiarlo, e perci\u00f2 lo affronta con strumenti, retoriche e slogan<br>superati e inefficaci.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Era questione di tempo prima che la destra sfruttasse gli errori di questa sinistra appiattita<br>sulle identity politics: e dato che se si gioca al gioco dell\u2019identitarismo vince chi su di esso ha<br>fondato il proprio successo da sempre, la reazione \u00e8 stata violenta e dirompente. A<br>un\u2019identit\u00e0 fluida, costruita intorno alla vulnerabilit\u00e0 e al vittimismo, ha contrapposto<br>un\u2019identit\u00e0 fatta di voglia di rivalsa, cinismo e sopraffazione: ha intercettato il risentimento di<br>quella working class bianca ed eteronormata che ha visto un declino dei propri privilegi<br>all\u2019interno dei nuovi rapporti sociali nell\u2019Occidente post coloniale, e ha promesso di fermare<br>questo declino, e di riaffermare la supremazia occidentale. L\u2019efficacia di questa retorica \u00e8 ci\u00f2<br>che sta alla base della vittoria della classe politica attualmente al potere negli USA e in<br>buona parte dell\u2019Europa. Come fa notare molto bene Bifo, la destra sembra avere imparato<br>la lezione gramsciana sull\u2019importanza dell\u2019egemonia culturale molto pi\u00f9 della sinistra stessa,<br>ed \u00e8 questa egemonia il motivo per cui al moralismo puritano e censorio che ha<br>contraddistinto la sinistra liberal vediamo oggi contrapposto un cinismo violento, aggressivo,<br>provocatorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco qual \u00e8 la destra con la quale dobbiamo confrontarci, ecco qual \u00e8 il nemico che<br>attualmente detiene il potere.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E proprio il tema del potere \u00e8 il secondo sul quale ci siamo soffermati. Cos\u2019\u00e8 il potere? Bifo<br>lo definisce come \u201cuna forma di determinismo artificialmente prodotto\u201d. Potere \u00e8 ci\u00f2 che<br>limita e riduce il campo delle possibilit\u00e0 in base a uno schema prestabilito. \u00c8 ci\u00f2 che<br>rinchiude la potenza soggettiva inscritta in ognuno di noi in una gabbia di rassegnazione e di<br>passioni tristi: noi oggi ci sentiamo impotenti perch\u00e9 la nostra potenza \u00e8 imbrigliata nelle<br>maglie del potere. Ecco perch\u00e9 per realizzare la nostra volont\u00e0, per affrancare le nostre vite<br>dall\u2019asservimento e dalla vessazione, noi non possiamo che ribellarci al potere, spezzare il<br>giogo che ci tiene legati a esso. Gi\u00e0 questo sarebbe un atto in cui si esprime la nostra<br>potenza, in cui allo schema preordinato del potere contrapponiamo la nostra gioia e<br>l\u2019affermazione della nostra capacit\u00e0 di decidere il nostro futuro. Perch\u00e9 la potenza \u00e8 proprio<br>questo: \u00e8 la capacit\u00e0 di attuare, tra le innumerevoli possibilit\u00e0 inscritte nel presente, quella<br>che pi\u00f9 si conf\u00e0 al proprio essere; di trasformare la realt\u00e0 in base al proprio volere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Potere e potenza sono perci\u00f2 perennemente e inevitabilmente contrapposti: l\u2019uno cerca di<br>inibire l\u2019altra, e viceversa la seconda di rovesciare il primo. Noi oggi ci troviamo assoggettati<br>al potere, e vogliamo perci\u00f2 rovesciarlo per esprimere la nostra potenza: ma se mai avremo<br>successo, non saremo diventati forse noi il potere dominante? Come evitare il riaffermarsi di<br>una nuova forma di potere? Vogliamo davvero farlo? Sono interrogativi a cui non abbiamo<br>dato risposta, ma che \u00e8 fondamentale tenere a mente per non ridurre l\u2019idea di rivoluzione a<br>un insulso mutamento dei rapporti di forza all\u2019interno della societ\u00e0. Ci\u00f2 di cui siamo certi \u00e8<br>che il primo passo \u00e8 quello di uscire dalla gabbia di impotenza in cui siamo rinchiusi, e<br>riconoscerci nella gioia dell\u2019atto eversivo, nella forza del contatto umano, sfuggendo dalle<br>maglie della sorveglianza e del capitalismo cibernetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Ecco quindi che arriviamo al terzo e ultimo punto: l\u2019isolamento a cui ci ha costretto la<br>pandemia e l\u2019esplosione dell\u2019IA hanno innescato una serie di trasformazioni cognitive che \u00e8<br>ancora troppo presto per analizzare. Ma i primi effetti sono evidenti, e non promettono nulla<br>di buono; ce ne rendiamo conto su di noi, ma si manifesteranno in modo ancora pi\u00f9<br>devastante su chi un mondo prima di questi mutamenti non lo ha mai conosciuto. Sono<br>effetti che riguardano la socializzazione, il linguaggio, le strutture stesse del nostro cervello.<br>L\u2019esposizione continua a contenuti e l\u2019eterno presente che caratterizzano la rete hanno<br>distrutto la capacit\u00e0 di elaborazione critica e razionale, la possibilit\u00e0 di separare il vero dal<br>falso, il giusto dallo sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La politica oggi si combatte a colpi di meme, di post, di reel; la sinistra non ha esitato a<br>gettarsi in questo campo di battaglia, e se in un primo momento perdeva clamorosamente<br>(\u201cthe Left can\u2019t meme\u201d), adesso sembra avere recuperato terreno. Ma non \u00e8 importante. Ci\u00f2<br>che \u00e8 importante \u00e8 che qualsiasi vittoria, da una parte e dall\u2019altra, rischia di essere una<br>vittoria di Pirro, perch\u00e9 ottenuta a discapito di un avanzamento intellettuale e culturale<br>collettivo. Certo, il primo errore da evitare di fronte alle trasformazioni in atto \u00e8 quello di<br>tenere un atteggiamento ottusamente reazionario e conservatore, e contrapporre a esse una<br>disperata difesa degli strumenti superati dal tempo: in effetti, anche l\u2019invenzione della<br>scrittura ha ridotto alcune capacit\u00e0 intellettive dell\u2019essere umano (si pensi per esempio<br>all\u2019incredibile abilit\u00e0 mnemonica degli aedi durante la tradizione orale, che oggi sarebbe<br>impensabile); ma sarebbe folle tentare di negare gli innumerevoli e inimmaginabili beneficiche l\u2019umanit\u00e0 ne ha tratto. Non possiamo per\u00f2 esimerci dall\u2019evidenziare le miserie che le<br>nuove tecnologie e le intelligenze generative producono, e dai rischi di delegare cos\u00ec tanto di<br>noi a strumenti che conosciamo ancora cos\u00ec poco. Ma dei quali una cosa la sappiamo, e per<br>ora ci basta: i loro algoritmi non sono nelle nostre mani, ma in quelle del nemico, e sono<br>impossibili da democratizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Forse \u00e8 anche per questo che abbiamo deciso di tornare a usare la scrittura per<br>sistematizzare i nostri ragionamenti, e abbiamo pensato a una rivista come mezzo di<br>diffusione degli stessi. Perch\u00e9 in un mondo in cui il capitale sembra farsi sempre pi\u00f9<br>immateriale, ed esprimersi nell\u2019immediatezza e nella fugacit\u00e0, forse il recupero della solidit\u00e0<br>del testo scritto e della carta stampata pu\u00f2 essere un primo passo verso la via d\u2019uscita, e<br>pu\u00f2 gettare le basi per la costruzione di un\u2019alternativa concreta e duratura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E quindi Bifo fu. Dopotutto da qualche parte bisognava iniziare. E si \u00e8 iniziato da un testoche, scritto nel 2018, parlava di un futuro prossimo che \u00e8 oggi il nostro presente. Unpresente segnato dall\u2019esplosione dell\u2019IA, dall\u2019affermarsi di nuove forme di fascismo, dadispositivi di sorveglianza e controllo sempre pi\u00f9 affinati; ma soprattutto, dalla sensazioneche nulla si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":53,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-45","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/45","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/45\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pneumarivista.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}